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VARIE - Fanfic - Legami (3a parte)

Descrizione

...2a parte


LEGAMI


Nel confortante buio della sua camera da letto, Ramani, si svegliò di soprassalto; si mise a sedere nel letto e rimase in quella posizione parecchi minuti senza muoversi. Era stranamente agitata. Si sentiva come se si fosse appena svegliata da un terrificante incubo che, però, era più che certa di non avere fatto. Perfettamente consapevole che, nemmeno per sbaglio, sarebbe più riuscita a prendere sonno, si alzò e si vestì. Distrattamente diede un'occhiata all'orologio che le era stato regalato per farle prendere confidenza con le ore terrestri. Erano solo le 4 del mattino! Alle 8 era prevista una missione su MG-588691. Così, cercando di non pensare alle strane sensazioni che la agitavano, si diresse alla sala riunioni. Avrebbe approfittato del tempo che le restava, per studiare meglio i dati in loro possesso, riguardanti quel pianeta. Era quasi arrivata quando, all'estremità opposta del corridoio, comparve Jack O'Neill. L'uomo, assorto nei suoi pensieri, si accorse di lei, solo quando si trovarono a meno di cinque metri. “ Ramani! ” esclamò sorpreso. “ Come mai già in piedi? ” le chiese. La ragazza fece un gesto distratto con la mano. “ Non riuscivo a dormire ... ” spiegò. “ Così ho pensato di dare un'altra occhiata ai dati sulla prossima missione. E tu? ” domandò a sua volta. O'Neill fece una strana espressione, come se stesse cercando le parole per risponderle. “ Anch'io! ”- Disse infine. Fecero assieme l'ultimo tratto di strada. Jack aprì la porta che immetteva nella sala riunioni poi, spostandosi cavallerescamente di lato, invitò la ragazza ad entrare. “ Dopo di lei signorina... ” Jack la osservò pensieroso per qualche istante. “ Ora che ci penso... Ma tu non hai un cognome? ” le chiese perplesso. Ramani scosse la testa, dimostrando così che non riusciva a capire a che cosa si stesse riferendo. “ n cognome! ” insistette lui. “ O'Neill, Carter, Jackson, Hammond... Sono cognomi. Cosa fai quando ti devi presentare? Vai là e dici: Ciao, sono Ramani! ” scherzò accompagnando il saluto con un gesto della mano. La ragazza, finalmente, sembrava aver capito. “No, ovviamente...” rispose sorridendo imbarazzata ed entrando finalmente nella sala, seguita a ruota dal Colonnello. “ Nelle occasioni ufficiali, mi presento in questa maniera. ” si sedettero entrambi ai lati opposti del tavolo e Ramani chiuse per un secondo gli occhi prima di cominciare. “ Io sono Ramani! Primogenita dell'ottantaquattresima famiglia del casato di Thuxsor il giusto, appartenente alla grande casta dei guerrieri e custode delle nobili arti della guarigione, della fisica, della chimica universale e delle scienze. Autorizzata dall'alto consiglio, ad amministrare la giustizia per difendere l'ordine e liberare gli oppressi. O'Neill applaudì, emettendo un leggero fischio di approvazione. “Accipicchia! Certo che fa effetto! E' un cognome lungo. Come fai a ricordarlo tutto?” Ramani rise di gusto. “Che scemo... ” gli disse afferrando distrattamente una delle penne che si trovavano sul tavolo e tirandogliela addosso. “ Questo è il mio lignaggio completo! E lo sciorino solo nelle cerimonie ufficiali! Di solito, basta che mi presenti come Ramani di Thuxsor. ” Lui annuì soddisfatto, restituendo contemporaneamente la penna alla ragazza. Tra i due calò, poi, un silenzio imbarazzato. Ramani, per distrarsi, cominciò a scarabocchiare sul taccuino che era accanto alla penna. Con sollievo si rese conto di essere più rilassata; l'ansia opprimente che l'aveva svegliata, costringendola ad alzarsi, l'aveva finalmente abbandonata. Alzò gli occhi sul Colonnello e lo osservò mentre, sbadigliando, tentava di pettinarsi, passandosi le dita tra i corti capelli. Una bizzarra domanda le si formò sulle labbra e, senza nemmeno pensare, la formulò ad alta voce. “Chi é Charlie?” chiese candidamente. Lui si irrigidì di colpo, il suo viso divenne scuro. “Chi ti ha parlato di lui? ” domandò duro. La ragazza si pentì immediatamente di avergli rivolto quella domanda. “ Me lo ha nominato Teal'c... ” gli rispose, cercando di scusarsi. “ Una notte in cui ero particolarmente depressa; ero seduta in un corridoio e lui mi ha fatto compagnia. Ha cercato di consolarmi. Mi ha detto che, in questa squadra, tutti hanno dei fardelli da sopportare: Quello di Daniel si chiama Sha're, il tuo Charlie. ” la ragazza si fermò un secondo, non sapendo come continuare. “Mi ha detto che, nonostante questi fardelli siano pesanti, ognuno di voi non si dà mai per vinto; che non si lascia sconfiggere dalla disperazione. E che non dovevo farlo nemmeno io.” Durante la spiegazione di Ramani, Jack si era rilassato. Aveva capito che cosa avesse spinto il Jaffa a nominare suo figlio. Rimasero in silenzio per parecchi minuti, prima che lui si decidesse a parlare. “ Charlie era mio figlio ” rivelò mestamente. “ E' morto, sparandosi con la mia pistola.” concluse a bassa voce. L'espressione dell'uomo era un misto di dolore e di rabbia, ma quello che sconvolse di più Ramani fu scoprire quello che si agitava nel proprio animo. Come le era successo quando si era svegliata, si sentì inspiegabilmente preda di una disperazione senza fondo. Un mare di emozioni la travolse come un fiume in piena, lasciandola in loro balia: dolore, rabbia, senso di colpa, solitudine, tristezza. Si portò una mano davanti agli occhi, cercando di dissimulare il suo stordimento. Che diavolo le stava succedendo? Era come se riuscisse in qualche modo a condividere lo stato d'animo di O'Neill. “ Mi dispiace, non potevo sapere ” riuscì, comunque, a balbettare. Il tono della sua voce, costrinse il Colonnello ad alzare gli occhi su di lei. Era in procinto di risponderle per tranquillizzarla, ma le parole gli si smorzarono in gola. Il volto di Ramani spiegava eloquentemente lo stato emozionale in cui si trovava. Calde lacrime scorrevano copiose sulle sue guance, mentre lei faceva di tutto per asciugarsele con il palmo e il dorso delle mani. “ Oddio! ” esclamò l'uomo, alzandosi di scatto e precipitandosi alla sedia della ragazza. La osservò a lungo stupito. Mai, in vita sua, aveva visto tanta disperazione sul viso di qualcuno; quella ragazza era una sorpresa continua. Possibile che tanta sensibilità potesse essere racchiusa in quella dura scorza da guerriera? “ Ora basta piangere!” l e ordinò in tono gentile, passandole un fazzoletto pulito e mettendosi seduto sul bordo del tavolo. “ E' successo in un'altra vita... ” sussurrò distrattamente. “ E ad un'altro uomo. ” concluse cercando di abbozzare un sorriso. La ragazza rispose al sorriso. Ora si sentiva meglio; la tristezza era scomparsa improvvisamente, lasciandola stanca e preoccupata. Che cosa diamine le stava capitando? Ad un tratto tutto fu chiaro. Quelle emozioni, lei, non le aveva provate, ma subite! C'era solo una domanda che avrebbe potuto chiarire tutto. E la pose immediatamente a O'Neill. “ Dimmi la verità Jack! Questa notte, ti sei svegliato in preda ad un'incubo, vero?” c hiese a bassa voce, cercando di interpretare la sua reazione. Lui la guardò stupito. “ Si! Come fai a saperlo? ” le domandò con curiosità. Lei scosse il capo sospirando. “ Chiamiamola intuizione femminile.” mentì. La realtà, però, era un'altra : i suoi insegnanti, durante le lezioni di interazione mentale, l'avevano più volte avvertita di non tentare mai un contatto, se non si fosse trovata in condizioni fisiche più che ottime; le sue barriere mentali dovevano essere forti e salde per impedire che si stabilisse un legame psichico stabile. Quando, alcune settimane prima, aveva aiutato O'Neill a guarire da quella brutta caduta, lei si era appena ripresa da un grave trauma fisico e non era certo nelle condizioni ottimali per creare un contatto! Se i suoi insegnanti fossero stati lì, l'avrebbero di certo sgridata per quella grave leggerezza. Però, nonostante questo aspetto poco felice della faccenda, la ragazza non si era minimamente pentita della sua decisione. L'unica fortuna era che, al contrario di quello che le avevano detto, lei veniva coinvolta solo se le emozioni di O'Neill erano intense: il suo incubo l'aveva svegliata e il ricordo del figlio l'aveva fatta piangere. Comunque, si guardò bene dal condividere questa sua scoperta con Jack. Tanto, lui, non avrebbe potuto farci nulla; sperò solo di riuscire a gestire la faccenda senza creare casini. Alle 8 in punto si presentarono nella stanza dello Stargate. La voce di Hammond, attraverso l'altoparlante, diede loro le ultime istruzioni. “ Signori, mi raccomando, come ben sapete, MG-588691 è abitato da umanoidi apparentemente in uno sviluppo pseudo feudale; vediamo se hanno qualcosa di interessante da scambiare.” Tutti osservarono lo Stargate attivarsi. Il vortice di energia che si creava era sempre uno spettacolo emozionante che, ogni volta, lasciava senza parole. Sbucarono nel bel mezzo di un bosco, davanti ad un'enorme castello. L'anello dello Stargate era stato utilizzato come decorazione del portale d'entrata. Si presentarono all'interno; le guardie sembravano aspettarli e, dopo aver tolto loro tutte le armi da fuoco, li accompagnarono dal loro Signore. Ad accoglierli trovarono un uomo anziano, seduto su di una specie di trono, con una corta barba bianca ed un aspetto dignitoso e regale. In piedi, alle sue spalle, un giovane, li osservava con la medesima dignità. “ Io sono Re Atad e questo... ” attaccò l'uomo anziano indicando il giovane che stava alle sue spalle “ E' mio figlio: il Principe Karsis ”. La sua voce era forte e tranquilla e, la sua tonalità calda e bassa, chiariva inequivocabilmente la sua grande abitudine a comandare... E ad essere obbedito. “ Dopo la comparsa di quel congegno meccanico, ci aspettavamo, l'arrivo di una delegazione. Anche se ” continuò con un mezzo sorriso. “ Ad essere sincero, sono deluso! Tre uomini e due donne sono una ben misera squadra, per un primo contatto! ” Daniel si fece avanti, parlando per primo. “ Non servono molte persone per aprire trattative di pace. ” Disse solo. L'uomo rise apertamente. “ Sei saggio! ” gli concesse. “ Ma la saggezza, a volte, non basta per sconfiggere i nemici. ” Qualcosa attirò l'attenzione di Karsis che, aggirando il trono, si mise tra suo padre e i nostri amici. “ Quella spada la porti solo come ornamento ,o la sai anche usare?” chiese avvicinandosi a Ramani ed indicando l'arma che la giovane si portava sempre appresso. La giovane sorrise sorniona. “ Questa non è una semplice spada, ma una fedele compagna di viaggio. L'ho chiamata Canzone; sei curioso di scoprirne il motivo?” chiese in tono sicuro. O'Neill alzò gli occhi al soffitto. Perché quella benedetta ragazza se ne doveva sempre uscire con frasi come quelle? Il Principe sembrò completamente rapito. “ Misurati con me! ” le chiese visibilmente eccitato dall'idea di combattere contro quella aliena dagli occhi strani. Re Atad si intromise nella conversazione. “ Prima di accettare, devi sapere che mio figlio è il miglior maestro d'armi dell'intero regno!” la avvisò. Ramani abbassò la testa in segno di ringraziamento per la cortesia che il vecchio Re le aveva concesso, fornendole quella preziosa informazione. “ Contraccambierò la vostra generosità, avvisandovi che combatterò, senza tenere conto del fatto che il mio avversario è anche vostro figlio. ” Rispose con sicurezza. Karsis perse immediatamente tutta la sua baldanza. “ Nessuno mi ha mai lasciato vincere, perché sono il figlio del Re! ” gridò sinceramente offeso. Atad osservò lo scambio di battute con interesse. “ E' inutile adirarsi, Figlio mio! ” lo rimbeccò. “ Le parole non hanno peso, dimostra con i fatti, il tuo valore! ” Mentre preparavano il Principe per il duello, Teal'c, Jack e Sam tentarono di dissuadere Ramani dai suoi propositi. “ Ma si può sapere che cosa ti passa per la testa? Dobbiamo farci amica questa gente, non sfidarla a duello!” La rimproverò O'Neill, preoccupato a morte. “ Se quel tipo ti fa a fette, poi cosa racconto al Generale? ” concluse in tono esasperato, tentando di sdrammatizzare la situazione con una battuta. Daniel fu l'unico schierato dalla sua parte. “ Questa gente rispetta il coraggio e, scusa Ramani, anche l'incoscienza! ” li informò. “ Una cosa è certa... Qualunque sia l'esito dello scontro, questa gente ci rispetterà, arrivando anche a condividere le informazioni in loro possesso. ” Jack ascoltò attentamente tutto il discorso. “ OK ” disse arrendendosi. “ Mi raccomando, però: sta attenta! ” Lo scontro cominciò immediatamente. Entrambi erano vestiti con il minimo indispensabile: Karsis indossava un paio di pantaloni attillati, di pelle, un paio di stivali e una corta tunica senza maniche. Ramani, invece, si era tolta il giubbotto, la camicia ,gli anfibi e i pantaloni che la impacciavano, restando così con la maglietta nera a mezze maniche, i pantaloncini corti da ginnastica e i calzini. Sfilò Canzone dal suo fodero, che consegnò con cura a O'Neill. Il Principe la squadrò compiaciuto. Lei, come contromossa, si preparò assumendo la prima posizione di combattimento. La giovane fece volteggiare la sua spada, numerose volte, attorno al proprio corpo; causando in questo modo un rumore fine, ma intenso. Una lunga sequenza di note alte. Il Colonnello non poteva credere alle proprie orecchie! Quella spada sembrava davvero che stesse cantando! Attacchi, finte, contromosse e parate si susseguirono in sequenze veloci e letali. Solo l'enorme abilità dei due, impedì loro di farsi anche un solo graffio. Lo spettacolo era avvincente ed aveva attirato parecchi curiosi. I due antagonisti si rincorrevano da un'estremità all'altra della sala senza sosta, ed il cozzare delle lame echeggiava per tutta la stanza. Ramani si fermò respirando profondamente, subito imitata dal Principe. Minuscole gocce di sudore risaltavano, luccicando su tutto il suo corpo. Il Team SG1 si guardò stupefatto; quei due erano davvero in gamba! Il Re condivideva questa loro convinzione applaudendo in maniera imparziale, ogni volta che uno dei due contendenti era in vantaggio. Tutti notarono l'espressione della ragazza. Un sorriso di compiacimento era stampato sulle sue labbra. Ramani, aveva studiato a lungo Karsis; era più forte, fisicamente, ed i suoi attacchi erano di una potenza terrificante. Ma lei aveva dalla sua l'agilità e la resistenza. Il Principe era cotto! Il suo fiatone e la lentezza di riflessi erano un segno fin troppo chiaro, per non essere notato. La ragazza raccolse le forze per l'ultimo attacco. Si gettò contro di lui ,costringendolo ad arretrare fino alla parete; dopodiché afferrò saldamente la propria arma con entrambe le mani e con un colpo deciso riuscì a disarmare il proprio avversario. La spada di Ramani arrivò a meno di tre millimetri dalla gola di Karsis. “ Arrenditi! ” gli consigliò a bassa voce. “ Mi arrendo ” sussurrò, quasi, lui. Ramani strinse con forza i denti. “ Non ti ho sentito!” infierì. Era eccitata e stupita. Si sentiva bene! L'adrenalina le scorreva per tutto il corpo facendola sentire viva, come non le capitava da molto tempo. Lui la guardò in faccia ed impallidì. C'era un'inquietante luce in quegli occhi così strani. Vide la sete di vittoria, la forza e la soddisfazione che bruciavano attraverso quegli occhi. Per un breve istante temette per la propria vita. “ Mi arrendo! ” urlò. Ramani abbassò l'arma e indietreggiò di un passo. Re Atad si alzò in piedi applaudendo. “ Magnifico! ” esclamò ad alta voce. “ Non avrei mai pensato di vivere abbastanza per vedere questo giorno!” L'uomo si avvicinò ai due avversari. “ Finalmente sei stato messo in ginocchio... E da una donna! ” lo schernì, appoggiando una mano sulla spalla di Ramani. “ Davvero eccellente! “ si congratulò. “ Va bene! ” disse poi rivolto al resto della squadra SG1. “ Ora, ascolterò ciò che avete da dire .” Aspettarono il tempo necessario per permettere a Ramani di rivestirsi, poi seguirono il monarca in un'altra sala. Parlarono a lungo e di molti argomenti. Spiegarono a Re Atad della loro situazione con i Goa'uld, scoprendo che, anche quel pianeta era stato fatto oggetto di attenzioni da parte di quella razza. “ Purtroppo, per loro... ” stava raccontando il vecchio Re ” Scoprirono a loro spese che, su questo mondo, le loro potenti armi ad energia non funzionavano. Nessuno è mai riuscito a scoprire il perché, ma, a noi, poco importa! La cosa che è davvero importante è che, da allora, non hanno più messo piede qui. ” concluse con un sorriso. Ramani e Sam chiesero il permesso di fare qualche rilevazione per scoprire il segreto di quel pianeta. Se era vero che le armi Goa'uld non funzionavano, se fossero riusciti a scoprirne la causa, avrebbero potuto replicarla e utilizzarla contro i Signori del sistema. Atad non aveva nulla in contrario, così si misero subito al lavoro. Rimasero ospiti in quel castello per due giorni; nei quali analizzarono ogni cosa. Ma non trovarono niente fuori dalla norma. Ramani era nella sala dove aveva combattuto e stava controllando alcuni manufatti, quando una voce alle sue spalle, la costrinse a girarsi. “ Finalmente ti ho trovata. ” le comunicò con enfasi Karsis entrando nella sala. Ramani lo guardò con sufficienza. “ Mi cercavi? ” gli chiese. Il Principe si avvicinò velocemente. “ Si, avevo una cosa da chiederti... ” distrattamente le tolse di mano l'oggetto che la giovane stava studiando prendendo, poi, le mani della ragazza nelle sue. “ Ho parlato a lungo con mio Padre... Di noi. ” Karsis sfoderò il suo sorriso più accattivante che, però non fece presa su Ramani. La ragazza lo stava osservando leggermente divertita. “ Noi? Da quando c'è un Noi? ” chiese. Il Principe, abbassò gli occhi imbarazzato. “ E' questo il punto! Vorrei tanto che ci fosse un Noi. Mio Padre, ormai, é vecchio e, molto presto, dovrò sostituirlo. Ebbene! Vorrei che tu fossi al mio fianco, quel giorno. Come mia Regina! ” Ramani tolse velocemente le proprie mani da quelle di Karsis. “ Scusa, ma non ho capito; dimmi che non ho veramente sentito, quello che penso di avere sentito! “ poi si girò, dandogli le spalle. “ Stai scherzando, vero?” g li chiese a voce più bassa. Lui scosse energicamente la testa. “ Non sono mai stato così serio. Dimmi di si e farò di te la donna più potente ed ammirata dell'intero pianeta! ” Lei si girò di scatto.” Mi conosci da due giorni! Come puoi chiedermi una cosa del genere? ” gli urlò in faccia. Lui non si fece scoraggiare dall'apparente rabbia della ragazza. “ Sarei uno stupido a lasciarti andare dopo averti incontrata. ” le rispose con sicurezza. “ L'ho capito nel momento in cui ti ho guardato negli occhi. Sei forte, coraggiosa, bella, intelligente; non pretendo nient'altro dalla vita! ” Ramani sospirò. “ Tu non mi vuoi, credimi! Il fatto è che, avendoti battuto, ho ferito il tuo orgoglio. Tu vuoi solo sentirti meglio!” Cercò di spiegare. “ Questo vuol dire che non ci penserai neanche?” le chiese sconsolato. Lei sorrise. “ Sono davvero lusingata; ma la mia risposta e no.” poi cercò di guadagnare velocemente la porta. “ Io lo so perché non vuoi rimanere...” aveva esordito di punto in bianco il principe Karsis. Ramani, che già era alla porta, si fermò di colpo. “ Tu non sai niente di me! ” Gli rispose senza nemmeno girarsi. “ E ti prego! Non dire nulla di cui, in seguito, ti potresti pentire! ” lo minacciò. La giovane era convinta che Karsis stesse per sparare una qualsiasi scusa per spiegare il motivo per cui lei non avesse accettato di rimanere con lui. Come, ad esempio, una sua pretesa paura del potere che lui le stava offrendo; oppure il timore di impegnarsi con un uomo che era di un'altro pianeta. Ramani avrebbe smontato in cinque secondi ogni sua supposizione. Ma ciò che il Principe disse la lasciò senza fiato. “ Tu sei innamorata di lui, vero? ” le chiese. La ragazza si girò a guardarlo. Un espressione di sgomento misto a stupore era impressa in ogni tratto del suo viso. “ A chi ti riferisci? ” domandò scandendo bene ogni parola. Il Principe sorrise, un sorriso amaro “ Non prendermi in giro, sai benissimo a chi mi sto riferendo! Pensi che nessuno si sia accorto di come lo guardi? E' così evidente! ” le rispose secco. Ramani scosse la testa; era talmente sbalordita da non riuscire nemmeno a parlare. Il Principe le si avvicinò di qualche passo. “ Sto parlando di Jack O'Neill! ” Ramani lo fissò per alcuni secondi, come ipnotizzata, non sapendo esattamente come reagire. Un sorriso le si disegnò, lentamente, sulle labbra. Poi, all'improvviso, scoppiò a ridere. “ Ma fammi il piacere! ” lo apostrofò, sempre ridendo. “ Io non sono innamorata di Jack! “ lo informò. Dopodiché in preda ad un attacco di risa, si allontanò lasciando la sala. La voce del principe la raggiunse nel corridoio. “ Puoi anche mentire a te stessa... Però di una cosa sono sicuro! Lui non ti ama! ” Ramani, non vista, fece al Principe un gestaccio, imparato da poco da un membro della squadra SG3. “ Razza di idiota! ” mormorò a bassa voce. “ Io innamorata di Jack! Che assurdità! Certo, ammetto di trovarlo interessante: é forte, coraggioso, generoso, testardo, indiscutibilmente affascinante. Ma amarlo! Questo proprio no! ” concluse. La ragazza, impegnata in queste sue considerazioni, non si accorse che qualcuno stava arrivando dal corridoio laterale; così ci andò a sbattere contro. Nell'alzare gli occhi, si rese conto di essersi imbattuta in O'Neill. L'uomo era da solo. “ Hei, attenzione! Mi sembri un po' distratta! Stavo venendo a chiamarti; ce ne andiamo! Dobbiamo fare rapporto alla base. ” le disse sorridendo. Ramani lo osservò senza dire nulla. Le sembrò di vederlo ora per la prima volta. Maledisse mille volte Karsis che, con tutti i suoi discorsi, l'aveva costretta a prendere in considerazione O'Neill non solo come un grande soldato ed un buon amico, come aveva sempre fatto, ma anche come uomo. Lui sembrò accorgersi del suo turbamento. “ Ramani... Tutto bene? ” le chiese appoggiandole dolcemente le mani ai lati delle spalle. Quel suo tocco, turbò la giovane ancora più profondamente; il suo cuore aveva cominciato a battere all'impazzata e sentiva il viso che cominciava a scottarle. “ Si! Sto bene, davvero! ” gli rispose arrossendo imbarazzata. Poi, in preda all'agitazione, si divincolò dalla presa del Colonnello.” Ti precedo allo Stargate. ” lo informò andandosene di corsa e lasciando O'Neill, stupito, a chiedersi cosa cavolo le fosse preso. Mentre correva, Ramani, si augurò che lui non si fosse accorto di quello che le era successo. Accidenti! Il suo cuore batteva così forte che, per un attimo, aveva temuto che lui lo potesse sentire. E poi era arrossita! Non le era mai capitato; nemmeno da bambina! Ci mancava solo questa! Non bastavano i problemi a gestire le forti emozioni, non richieste, che il collegamento mentale con O'Neill, le avevano causato? Ci si mettevano anche le sue, di emozioni, a confonderla. Prima di uscire dalla costruzione, si appoggiò ad una parete, cercando di calmarsi e di ritrovare una parvenza di tranquillità. Respirò profondamente e si toccò le guance per assicurarsi che non fossero ancora bollenti, poi uscì e raggiunse il resto della squadra. “ Dov'è il Colonnello? Ha detto che veniva a cercarti. ” le chiese Samantha. Ramani riuscì a sembrare calma mentre rispondeva. “ Si, l'ho incontrato e sta arrivando. ” disse solo. Jack comparve ai loro occhi pochi secondi dopo. Mentre gli altri cominciavano ad attraversare il passaggio, la giovane, diede un'occhiata al Colonnello. Lui la stava osservando seriamente, sembrava preoccupato. Non riuscendo a sostenere il suo sguardo, così serio ed accusatore, abbassò gli occhi e sperò ardentemente che lui non la giudicasse una ragazzina sciocca e inopportuna. Anche se lei, in quel momento, si sentiva proprio così! Una volta alla base,dopo la consueta visita di controllo, Ramani si eclissò velocemente. O'Neill, prese in disparte il Dottor Fraiser. “ Ha trovato niente? ” le domandò preoccupato. Janet parve sorpresa dalla domanda. “ No, tutto a posto, perché me lo chiede? ” gli rispose. Il Colonnello si grattò una guancia, soprappensiero. “ Forse non è nulla; però, è un po' di tempo che Ramani mi sembra molto strana. Si comporta in maniera inconsueta. ” “ Come ad esempio? ” chiese sulle spine lei. “ Non è facile da spiegare. Ad esempio, prima di partire per la missione! ” sembrò ricordare all'improvviso. “ Passava da un istante di serenità ad uno di tristezza; era pensierosa ed enigmatica.” l e spiegò. “ E anche quando stavamo per tornare. All'inizio sembrava assente. Poi all'improvviso, si è agitata ed è scappata via. ” Il medico annuì gravemente. “ Effettivamente, questo, non è un comportamento normale. Anche per Ramani! Ma, se fossi in lei, aspetterei, prima di pensare al peggio; potrebbero esserci mille motivi, a spiegazione del suo atteggiamento. ” lo avvisò. “ Si, forse ha ragione, però sarà meglio tenerla d'occhio per un po'! ” concluse lui, prima di andarsene. Si ritrovarono tutti in sala riunioni, il mattino dopo. “ Così,quella gente, è riuscita a cacciare i Goa'uld. ” stava chiedendo il Generale mentre sfogliava gli appunti del rapporto. “ Come? ” chiese ,a nessuno in particolare. “ Non si sa. ” rispose il Capitano Carter. “ Abbiamo cercato tutte le fonti di energia possibili ed immaginabili! Non c'è niente che spieghi un fenomeno del genere e non siamo riusciti ad isolarlo in nessun modo. ” Sam alzò le mani in segno di impotenza. “ Anche Ramani ha cercato all'interno e all'esterno di quel complesso e non ha trovato nulla! Giusto? ” Il Capitano si era girato aspettandosi un discorso di conferma , che però non iniziò. Ramani era persa in pensieri lontani, le mani intrecciate davanti alla bocca; il suo sguardo era vuoto, inespressivo. “ Hai qualcosa da aggiungere, Ramani?” Hammond aveva formulato l'ultima parola a voce più alta, riuscendo ad attirare, così ,l'attenzione della ragazza. “Mmh? ” mugolò, lei, tornando in sé. “ Si! No! ” Affermò, presa in contropiede. La ragazza chiuse gli occhi due secondi, prima di continuare. ” Scusatemi, ero distratta. Non succederà più Generale! ” promise, infine, a bassa voce. “ Bene, allora continuiamo .” comunicò il superiore. Venne confermato il ritorno su MG-588691, per far luce su quel fitto mistero. “ Partirete, come stabilito, tra un'ora ” li informò, prima di congedarli. Quando gli altri lasciarono la sala ,Hammond, fermò Ramani prendendola per un braccio prima che uscisse. O,Neill, invece, non si era nemmeno alzato. “ Se non ti dispiace, vorrei avere una spiegazione! ” le ordinò l'uomo. La giovane guardò O'Neill e poi di nuovo Hammond, non sapendo da dove cominciare. Decise di non cominciare. Il discorso fatto con Karsis la faceva sentire a disagio e non se la sentiva di condividerlo con quei due uomini. Era troppo imbarazzante. “ Le ho detto che non succederà più. Non è sufficiente? ” chiese in tono leggermente seccato. “ No, che non è sufficiente! ” le rispose, duro, il Generale. Jack si alzò finalmente in piedi. “ Noi siamo una squadra.” c ercò di spiegarle in tono gentile. “ E se c'è qualcosa che non và, devo saperlo! Devo essere sicuro di poter contare su ogni membro del mio staff! Lo capisci? ”- Ramani annuì. “ E' da un po' che ti comporti in maniera strana. Allora, ne parliamo?” le chiese. La ragazza aprì la bocca per parlare, ma la richiuse senza dire niente. Scosse negativamente il capo abbassando, contemporaneamente, gli occhi al pavimento. “ In questo caso... ” le comunico Hammond sospirando. “ Sono costretto a sospenderti dal servizio attivo. E a revocare il tuo permesso di attraversare lo Stargate. ” sentenziò. Ramani accettò passivamente quella frase, poi lasciò la stanza e si diresse nella sua camera, dove sfogò la sua frustrazione prendendo a pugni e calci la parete fino a che non si sentì soddisfatta. Quando la squadra SG1 attraversò il passaggio trovò ,dall'altra parte, il Principe Karsis ad aspettarli. Con una chiara espressione di delusione registrò l'assenza di Ramani. “ Mio Padre non si sente bene e ha chiesto a me di davi il benvenuto; mi ha pregato di comunicarvi di sentirvi liberi di fare ciò che volete e che avrete da noi piena disponibilità .” concluse. “ Colonnello O'Neill, le andrebbe di farmi compagnia? Mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere con lei!” chiese cortesemente il Principe. Jack alzò le spalle. “ Certo! Perché no? ” rispose. Prima di andare, però, diede gli ultimi ordini alla sua squadra. Alla base, Ramani, se ne stava sdraiata a pensare agli ultimi avvenimenti. Come poteva spiegare quella intricata situazione ai suoi amici? Che cosa aveva fatto di male per trovarsi invischiata in quella situazione del cavolo? Ad un tratto, una consapevolezza la colpì. Fu dolorosa come una frustata e la sua potenza, così inaspettata, da farla letteralmente balzare fuori dal letto. Si precipitò nella sala dello Stargate pregando di riuscire ad arrivare in tempo. O'Neill era in grave pericolo; sentiva chiaramente la sua urgenza. Molti pensieri si affollavano nella sua mente: scappare, reagire, attaccare... Emozioni che potevano essere provate solo durante un combattimento. La lasciò interdetta il fatto di riuscire a captare quelle emozioni, anche se il Colonnello si trovava su di un'altro pianeta. Era dunque così forte il loro legame mentale? Si fermò di colpo di fronte all'anello. “ Attivate lo Stargate! Devo raggiungere gli altri! ” urlò con tutto il fiato che aveva in corpo. Hammond, che si trovava nella sala controllo, le rispose. “ Non hai l'autorizzazione per farlo! ” La ragazza fece dietro front e si diresse alla sala controllo. Atterrò, uno dopo l'altro, tutti gli addetti alla sala prima che potessero reagire. Il Generale riuscì a procurarsi un'arma e a puntarla contro la ragazza, prima di venire disarmato e reso inoffensivo. La giovane fece in tempo a immettere le coordinate del pianeta e a scendere nella sala, prima che Hammond riuscisse a dare l'allarme. Ma, prima di poterlo attraversare, venne fermata dalla squadra di sicurezza della base. Ci vollero quattro persone per riuscire a trascinarla fuori, mentre lei continuava a gridare e a divincolarsi. “ Presto! Lasciatemi andare. E' in pericolo! Devo andare ad aiutarlo!” cercava di spiegare. Gridava a pieni polmoni cercando di liberarsi. Hammond assistette incredulo all'epilogo di quella scena. All'arrivo del dottor Fraiser, Ramani sembrò calmarsi improvvisamente. Gli uomini si rilassarono allentando leggermente la presa ; così la ragazza ne approfittò per colpirli. Aveva raccolto le forze per un solo, breve attacco, che funzionò a dovere. Purtroppo per lei, riuscirono a fermarla nuovamente, atterrandola vicino alla passerella e bloccandola sul pavimento. “ Disattivate immediatamente lo Stargate !” urlò spazientito Hammond alla sala controllo . “ No! Voi non potete capire! ” stava cercando di spiegare la ragazza nel tono più calmo che le riusciva. Purtroppo, però, sembrava in preda ad una crisi isterica! “ Io lo posso sentire! Credetemi! ” Cercò per l'ultima volta di liberarsi, prima di essere ridotta definitivamente all'impotenza da Janet, con una forte dose di sedativo. In quel momento l'anello si attivò nuovamente. “ Viaggiatori in arrivo. ” li avvisò il tecnico dalla sala. “ E' l'SG1 ” In quel momento, quattro corpi rotolarono sulla passerella. “ Chiudete l'iride! ” ordinò O'Neill alzandosi velocemente in piedi. Il Generale osservò allarmato la sua squadra; Jack aveva parecchi tagli sulle braccia e sul torace, così come Daniel e Samantha. Teal'c sembrava l'unico illeso. “ Cosa vi è successo? ” domandò loro. “ Non ne ho idea! Un momento prima, erano tutti gentili e disposti ad aiutarci e un momento dopo, volevano ucciderci. ” spiegò. Hammond si girò di scatto a guardare Ramani che, imbottita di tranquillanti, stava per essere portata via in barella. “ Allora aveva ragione. Eravate in pericolo! Come accidenti lo sapeva? ” la domanda venne formulata ad alta voce. O'Neill osservò la ragazza che veniva portata via. “ Ci siamo persi qualcosa? ” chiese avviandosi anche lui, diretto all'infermeria, seguito dal resto della squadra. “ Si, l'apocalisse!” r ispose sarcastico Hammond. Ci vollero due giorni per riuscire a mettere in chiaro tutto quello che era successo. Karsis, una volta da solo con O'Neill, approfittando del fatto che la squadra era arrivata disarmata, aveva attaccato Jack, cercando di ucciderlo. Quello che O'Neill aveva capito dai discorsi del Principe, avevano a che vedere con Ramani e con il fatto che Jack, fosse l'unico ostacolo tra loro due. E che, quindi, andava rimosso. Purtroppo, non erano riusciti a scoprire quale fosse la causa della non operatività delle armi ad energia su quel pianeta. Venne però fatta luce, con sorpresa di tutti, sulla connessione tra lo strano comportamento della loro amica e la sua improvvisa preveggenza. Il Colonnello bussò alla porta di Ramani senza ricevere risposta; bussò nuovamente, più forte. Sapeva che la ragazza era lì, quindi insistette. Non ci fu nessuna reazione all'interno. Lentamente aprì la porta. Ramani era sul letto, sdraiata su di un fianco, con le spalle rivolte alla porta. O'Neill entrò chiudendosi la porta alle spalle, poi si sedette sul bordo del letto. “ Perché non me lo hai detto ?” la rimproverò. Lei si girò sulla schiena, puntando i suoi occhi limpidi e colmi di inquietudine su di lui. “ A quale scopo? Cosa avresti potuto fare?” l o incalzò. “ E' stato solo a causa di un mio errore, quindi è solo un mio problema! ” finì con rabbia. “ Avrei potuto aiutarti ” le rispose lui con lo stesso tono. ” Ho letto il tuo resoconto. Non puoi affrontare da sola questa situazione; deve essere terribile, per te, dover subire passivamente delle emozioni non tue! ” Ramani si mise a sedere di scatto. “ Puoi impedirti di provare emozioni?” gli sibilò in faccia. Lui scosse la testa, prima di rispondere. “ No, ma... ” Lei lo interruppe, prima che potesse finire.“ Allora il discorso è chiuso. Ti prego , vattene! ” lo informò. Lui si alzò rassegnato, dirigendosi alla porta. Prima di uscire, però, volle indirizzarle un'ultima frase. “ Su di una cosa, però, ti sbagli! Non è solo un problema tuo. Ti ricordi il discorso sulla squadra? Ora che sappiamo cosa non va, potremo esserti vicino, per sostenerti ed aiutarti quando ne avrai bisogno!” le disse. Stava per aprire la porta, quando la voce di Ramani lo costrinse a girarsi. “ Jack... ” lo chiamò lei. La ragazza si era alzata in piedi e sembrava ad un passo dalle lacrime. “ E' una sensazione opprimente! Mi sento impotente e spaventata, ma non posso farci niente! ” spiegò cominciando a piangere. Lui l'abbracciò con forza. “ Ora non sei più sola.” l a consolò baciandola sui capelli. “ Spero che tu, finalmente, l'abbia capito .”


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